A scuola dall'asino


Sul tema "A Scuola dall'asino" gli spettatori hanno scritto

• Perché a scuola, quando insegni, vai a scuola soprattutto dall’asino, a scuola dalla fatica che hai fatto a rincorrerlo, a non perderlo, a inventarti un modo per tenerlo dentro, per fargli scoprire il suo sogno. E alla fine quando ci pensi nella tua testa si forma l’immagine di un asino gigante, che raglia e scoppia in un’immensa risata. Che la “merce” sarà pure scaduta, ma che comunque ne vale la pena …

 

• Non esistono “asini”. Esistono bambini e ragazzi emotivi, timidi o bisognosi di tempi più lunghi per riuscire a parlare e ad esprimere il proprio vissuto. Bisognosi di un gesto affettuoso e amorevole, che li faccia sentire “capaci” di essere qualcuno.

 

• Sono stata anche io tante volte asino!

 

• Il maestro Paccani è morto l’anno scorso. Non era il mio vero maestro, facevo solo doposcuola a casa sua con altri bambini, ma quando lo incontravo, e questo fino all’anno scorso, lo salutavo: “Buon Giorno Maestro” “Buona Sera Maestro”. Dopo una vita ci riconoscevamo ancora: il mio maestro e la sua allieva - gli ho voluto bene - come lui ne ha voluto a me!

 

• “Riconsegnatemi l’ignoranza, mi ha ingannato il cavallo”

 

• L’asino della classe è quello che fa diventare asino il suo professore.

 

• Io.

Asino. Contro il sapiente -  pedante.

Asino. Contro la presunzione di chi crede d’essere arrivato.

Asino. Contro. Semplicemente.

Asino. L’unico da cui si può imparare ancora qualcosa.

 

• L’asino forse aspira ad essere pecora mia, quella che si distingue dalla massa, ma non per narcisismo o per presenzialismo, ma per ricordare che ogni suono può diventare un rumore piacevole o spiacevole, a seconda della prospettiva.

“E cosa volevi dalla vita?

Sentirmi amato, potermi dire amato sulla vita”.

 

• Cosma era la sorella più piccola di una serie, e loro, le sorelle maggiori, si sapeva facessero le prostitute. Lei era timida e non parlava mai con nessuno. Si raccontava che avesse i pidocchi ma io non gliel’ho mai visti.

 

Prof. di Italiano, al liceo conosciuto grazie al fatto di essere stato bocciato. La capacità critica, la capacità critica, a tutti i livelli, nella letteratura, nella relazione con la famiglia, la società, tra di noi. L’onestà, la passione tutto nella letteratura e nel rapporto con noi, ed io… ero innamorata di lui, e lui, di una mia compagna di classe.

 

Angelo, figlio di immigrati, non faceva mai i compiti, non rispondeva alle domande delle maestre, parlava solo il dialetto. Noi lo facevamo copiare ma spesso si faceva beccare dalla maestra.

 


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