La poesia nella bocca


Sul tema "la poesia nella bocca"gli spettatori hanno scritto

Sapevo che la matita numero uno mi macchiava il disegno! L'insegnante mi chiama, ha di nuovo scoperto che sto disegnando mentre spiega.
Sogno ancora il sussulto al mio nome gridato in classe, avrei voluto in quel momento il mondo intero fosse assordato dal gracidare delle cicale oppure che l'insegnante non mi trovasse con la matita pronta in mano ma con la risposta giusta in bocca.

•Un dono, in silenzio … sussurrato, fatto di metafore, di emozioni, di battiti … di cuore, d’ali di crescita … ricordi e sogni che si incontrano in un presente inatteso e magico.

•La poesia è la corda di salvezza per le parole, per il dire, per i passaggi da un cuore all’altro. La poesia, io sento, sarà quella che mi porterà lontano, su nel cielo quando sarà il momento, come legata alla coda di un aquilone. Il fare, il vivere, il condividere poetico è la traccia dell’armonia tra un essere e un altro essere.

•Le parole sono ricche di senso. E’ che prima di parlare bisogna riflettere. Come diceva mio nonno. Le parole sono come delle pallottole, quando escono fanno male.(Amate i giovani)

•Lealtà, sincerità e amicizia sono i veri valori da perseguire sempre!

•La poesia sono le parole confuse, ma limpide che ho nella testa, quelle che ritrovo nelle parole dei poeti, uguali alle mie e che dedico alle persone che amo.

•Il somaro che ricordo si chiamava Salvatore. Era impassibile, silenziosissimo, mai una parola, fino al giorno in cui il prof me lo mise accanto tentando di farmi stare un pò zitta... ma riuscii io a far parlare lui. Forse il suo silenzio aspettava di trovare la poesia nella bocca, non parole inutili e vuote.

•La poesia nella bocca sono parole ancora immature per essere proferite, sono emozioni che stanno prendendo forma. Mi ricordo come mi sono sentita delusa quando ero stata interrogata su una poesia di John Donne. Per quella poesia io ne avevo scoperte almeno dieci altre. E quella scoperta mi aveva mandato completamente fuori. Avevo 15 anni o 16 e avevo appena scoperto di aver scoperto la poesia. Il giorno dopo durante l’interrogazione volevo parlare di quello, invece mi sono state chieste cose insignificanti che a malapena ricordavo. Mi sono talmente arrabbiata di quello che volevo fosse un dialogo, che ho fatto recapitare una lunghissima lettera di 2 pagine al professore. Non gli ho parlato, ma nel corridoio aspettavo sempre che lui mi guardasse. Che mi venisse incontro e che mi dicesse che aveva visto la lettera nel suo cassetto in sala professori.

•La poesia nella bocca per non cariare l’anima.La poesia come igene della bocca.

•Ogni cosa è fatta di tante “cose”. Io sono tante “cose”, ciò che mangio, la montagna o il palazzo che vedo, lo sguardo basso o l’abbraccio a mia madre, la carezza. Le parole modificano l’Universo, le dico io che sono o non sono connesso con l’infinito. Le parole e l’amore fanno crescere  la LUCE.

•C’erano delle voci a scuola, una specie di preparazione strumentale. Un’orchestra-sciame che non è mai scomparsa. Sono i suoni che hanno permesso a questa penna di tremare nel riascoltarli, provando a descriverli. Sono i rumori delle 8.25, quelli che non posso dimenticare senza pensarci almeno cinque minuti.

•“La poesia nella bocca” è quella che questa sera ho potuto ascoltare, quella che un po’ posso fare mia, che casualmente ho scelto tra tante e che spero di poter trasmettere.

•"La poesia nella bocca” più bella è quella che sento uscire dalle labbra dei miei figli quando li sento ridere.

 


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