Il maestro indimenticabile
Sul tema "Il maestro indimenticabile" gli spettatori hanno scritto:

• Il mio maestro di vita Klein mi ha cambiato il modo di vedere. Mi diceva:”guarda sempre la vita da angolature diverse. Ti accorgerai”.

• Il prof. Antonio Rizzileo non faceva lezione in senso propiamente detto: faceva teatro. Memorabile la sua recitazione de “S’io fossi Foco” di Cecco Angiolieri. Era imprevedibile. Assecondava la nostra voglia di fumare facendoci da palo con i bidelli secondini. Fu l’unico professore, in 13 anni di scuola, a darci del “Lei”. Sibilava invece di parlare: in questo modo era l’unico che otteneva silenzio assoluto. Non interrogava mai…

• Ci faceva mettere le briciole sul davanzale, per far mangiare i passeri.

• La mia prof di matematica (scuola Superiore). Mi piaceva il suo sguardo. Aveva gli occhi che sorridevano. Mi piaceva la matematica perché mi piaceva lei.

• Allevava in classe i bachi da seta, in una terza elementare; ci preparava “festosamente”, con canti, disegni e anche compiti tradizionali, a tutto, e ci faceva apprezzare ogni cambiamento.

• Il mio prof. di filosofia, Sergio. Con lui parlavamo di tutto, Faceva parlare tutti e di ognuno individuava il punto dove arrivare a toccargli l'asino. Era nostro amico non i cattedra ma tra i banchi.

• Prof.ssa Bratta… Appassionatamente sezionavamo rane per esperimenti galvanici mentre il resto della classe vomitava. Ha segnato la mia passione.

• Il prof. De Luca, professore di storia e filosofia al liceo. Era un omone enorme, che da giovane aveva fatto la boxe. Era originario di Nola, come Giordano Bruno, ci ripeteva spesso. E di Giordano Bruno ci parlò tantissimo, e di questo gliene sarò sempre grata. Era diabetico e una volta svenne in classe. Fece un certo effetto vedere quell’omone crollare a terra. Una volta ci disse che se si vuole davvero qualcosa e c’è un ostacolo in mezzo, bisogna buttare il cuore oltre l’ostacolo e andarselo a riprendere.

• Il prof. di matematica. Era sempre cordiale e onesto. Una volta ci spegò il cono isotopo, facevamo geometria. Disse: Il cono isotopo è un cono che ha un vertice e base infinita. Tutti i punti sono come lo Spirito Santo perchè se in chiesa tu ti nascondi dietro una colonna, lui ti colpisce lo stesso. E' come la responsabilità, inutile sottrarsi, non ci sono colonne.

• Giuseppe, seconda elementare a Sambuceto, vicino Pescara, e la super maestra era Balate Albina.
Era l’anno della morte di Aldo Moro. La maestra Balate era bellissima e mischiava tutti. Giuseppe, con gli occhiali quadrati degli anni settanta, rideva sempre. Rideva ed era distratto, non rispondeva alle domande della maestra in modo pertinente, erano risposte a caso, come se le pescasse da una sacca di biglie nascoste sotto il banco. La maestra non lo trattava come un asino. Mai. Giuseppe aveva gli occhi vivaci assai, e sempre mobili, non guardava mai nella stessa direzione. Beh, la Balate è stata super fantastica perché si divertiva per chi rideva con la pancia. Perché prendeva ognuno di noi singolarmente. Ti sentivi classe ma sentivi anche lo sguardo speciale che aveva solo per te. Un giorno chiamò mia madre un poco preoccupata perché io raccontavo storie tremende, anche di sangue, e dicevo che accadevano a casa. Mia madre la tranquillizzò.

• Professore di italiano - Biennio. Parlava in dialetto e in italiano in aula.
Ci trattava come adulti. Mazza e carote, impegno e divertimento. Era leggero e profondo quando parlava.
Ci ha fatto leggere Pinocchio prima dei Promessi Sposi. Più tardi mi diede le audiocassette di Carmelo Bene che interpretava Leopardi.

 


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